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Autore Topic: GDR on line [scorporato da "Il vostro gaio mondo"]  (Letto 2827 volte)

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Offline 3peanuts

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GDR on line [scorporato da "Il vostro gaio mondo"]
« il: Febbraio 16, 2009, 01:05:18 am »

(e su cui potrei scrivere temi interi in merito al danno psicologico che quel genere di città virtuali va a creare nell'utente, tra mobbing e sostituzione della persona con un personaggio fittizio che tante volte finisce con il diventare non semplicemente una maschera, ma un alter ego pericolosissimo)

Sapessi quante litigate con la mia ex a causa del mio odio iconoclasta nei confronti dei giochi di ruolo (che lei adorava). Li trovo pericolosi, perché abbassano le difese naturali del conscio per assorbire tutti i mostri di cui è popolato il subconscio dei giocatori. Come nelle analisi sulla teoria della Gestalt. Mi è sempre piaciuta la citazione da tale teoria nelle serie di .hack// . Va be', basta sfogo.

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Offline Haruka

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Re: GDR on line [scorporato da "Il vostro gaio mondo"]
« Risposta #1 il: Febbraio 16, 2009, 01:46:52 am »
Scorporo? Scorporo, vah.

Non fatico a crederlo. Di mio ho pagato l'assenza di una realtà ludica fantasy qui dalle mie parti. Io non credo che i gdr siano pericolosi, se interpretati 3 ore a settimana nella casa dell'amico di turno; anzi, sempre secondo me sono un modo come un altro per socializzare.

Discorso diverso se diventano qualcosa su cui si passano ore intere al giorno, tutti i giorni, tramite un computer ed una città virtuale aperta 24/24 h. Pericolosissimo eccome.

E lo dice una che l'ha fatto, eh? Compreso con il senno di poi si arriva a pensare: ma come ho potuto essere così folle da buttare via ore intere della mia vita per quello che doveva essere un gioco? Ma mentre si è lì, è un tipo di pensiero che non sfiora neanche lontanamente la testa del giocatore.

Mi chiedo, da esterna, se qualcosa di simile accade anche con facebook...
« Ultima modifica: Febbraio 16, 2009, 01:53:28 am da Haruka »
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Offline Umpta

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Re: GDR on line [scorporato da "Il vostro gaio mondo"]
« Risposta #2 il: Febbraio 16, 2009, 03:03:34 am »
Mmmh la pericolosità non sta nel gioco di ruolo, ma nella fragilità della persona che vi si accosta.
Cerco di non essere di parte, visto che si tratta di uno dei passatempi che mi hanno divertito di più. (Passatempo, appunto)

Personalmente ho iniziato a giocare da ragazzina, sul cartaceo, con un grosso gruppo di amici. Quindi l'approccio è stato quello di un gioco sociale, dove aveva senso il gruppo, formato da vari elementi, ognuno importante per gli altri e particolarissimo. Mi ha sempre affascinato vedere cosa desideravano interpretare i miei amici, quali personalità sceglievano, quali caratteristiche fisiche amavano sottolineare ed ovviamente il background che si impegnavano a scrivere (o raccontare).
Sarà poi che amo le storie, e vederne una in creazione, influenzata da varie menti, mi stimola parecchio intellettualmente.
Ed in effetti non ero tanto interessata alla parte avventurosa della questione, quanto piuttosto agli sviluppi interni al gruppo.

Poi, gioco di ruolo online. Per Lot non sono mai passata perchè sono finita prima su un server non ufficiale di Ultima Online, gioco assolutamente perfetto per l'interpretazione. Ossia... c'è una grafica isometrica che ti permette di visualizzare luoghi, individui, etc, ma non è abbastanza dettagliata da annullare l'immaginazione del singolo. Il viso dei personaggi ad esempio è indistinto, così giocandoci, ho notato di poter sostituire l'immagine descritta dal giocatore (con disegni, racconti, etc) ai quattro pixel che in realtà costituivano la sua immagine fisica in game.
E veramente io sento che avrei perso tantissimo nel non conoscere certe personalità in quegli anni. Persone dotate di talento nel creare una storia, nel dargli corpo e credibilità fino a far nascere un individuo assolutamente credibile, profondo, complesso, umano.
E' come potersi muovere dentro un libro, facendone parte, creando un evento.
Con la piccola differenza che non si è in un gruppo di 8 persone, ma su un server con 150 giocatori, ognuno che muove un personaggio, l'universo attorno a lui e influenza il vissuto degli altri.
Sbav
Unica "pecca" se vogliamo chiamarla così, ci si dedica del tempo. Ma in passato mi è capitato di dedicare un tempo esagerato alla lettura, al disegno, all'uscita con gli amici. Semplicemente perchè in quel determinato periodo era quello ciò in cui desideravo immergermi.
E online mi son pure presa delle sbandate, ma per i personaggi, che hanno continuato a gironzolare nella mia testa anche a pc spento.
Ma esattamente come mi sono invaghita potentemente di personaggi della letteratura, di saghe cinematografiche e di manga/anime.

Davanti a tutto questo... come si gestisce il fenomeno?
Una ragazzina di 14 anni è meno strutturata per evitare di perdercisi dentro rispetto a una donna di 40?
Forse. Secondo me dipende unicamente dall'esperienza. Si sperimenta, si sbaglia, si impara.

Mmhh con la febbre non riesco a organizzare granchè i pensieri, magari torno sull'argomento quando mi sento meglio ^^'
TIME OUT è__é !

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Offline KyoHime

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Re: GDR on line [scorporato da "Il vostro gaio mondo"]
« Risposta #3 il: Febbraio 16, 2009, 19:27:59 pm »

Mmmh la pericolosità non sta nel gioco di ruolo, ma nella fragilità della persona che vi si accosta.



D'accordissimo con Umpta :)
Il concetto di pericolo non acquista un significato fine a se stesso, trovo, bensì solo in relazione al soggetto di cui si sta parlando.

Io mi son "fatta" un sacco di gdr online, dai fantasy ai moderni al..tutto nsomma.
Mi ci butto a capofitto, mi ci diverto, ma più di un mese e mezzo(il mio record) non riesco proprio a stargli dietro, pretendono un pò troppo, e io li assecondo per periodi ridicolmente brevi XD

Offline AnimeJap81

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Re: GDR on line [scorporato da "Il vostro gaio mondo"]
« Risposta #4 il: Febbraio 16, 2009, 23:55:08 pm »
Nonostante le vostre spiegazioni esaurienti, io ancora fatico a capire che è 'sto GDR... mi fate un banale esempio?
P.s. AJ è dura di comprendonio, perdonatela....
Una luce in questa vita difficile, questo forum... Grazie!

Un'altra luce si è accesa: Bentornato Sheva!

Terza luce: MARINA/ALESSIA!!!!!!

Offline Memory of dream

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Re: GDR on line [scorporato da "Il vostro gaio mondo"]
« Risposta #5 il: Febbraio 17, 2009, 01:03:16 am »
più che gdr, si parla di mmorpg ossia massively multiplayer online role player game, ossia giochi di ruolo giocati in multiplayer online da centinaia, migliaia, se non più giocatori alla volta... l'esempio più classico è world of warcraft... ma tempo fa uscì anche un final fantasy che poteva essere giocato online... l'undici.

Gli altri ff invece sono semplici gdr ossia giochi di ruolo non online.


Ma in tema videogiochi... visto che la tematica omosessualità ha il suo spazio in tutte le altre forme di "intrattenimento" (film, libri, tv, ecc.) per quanto riguarda i giochi?

I giapponesi hanno qualcosa, ma gli altri? io che ricordi uno dei pochi giochi dove si può avere un rapporto omo è Single 2 (simile a sims 2 ) ma per il resto non ricordo granchè
http://www.mangadreamworld.it
Non avrò altra scelta se non comportarmi come un soldato che non conosce la paura. (Unistall - Bokurano)
Se ti interessa il folklore giapponese seguimi qui => http://www.jappop.com/

Offline Umpta

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Re: GDR on line [scorporato da "Il vostro gaio mondo"]
« Risposta #6 il: Febbraio 17, 2009, 01:31:53 am »
Siccome sono pigra: http://it.wikipedia.org/wiki/Gioco_di_ruolo


Io purtroppo non trovo molti contesti online in cui giocare, dopo Ultima Online ho tentato di passare a giochi con grafica più evoluta (Dark Age of Camelot, World of Warcraft, Warhammer Online, Lord of the Ring Online, etc) ma con risultati deludenti. Infatti nei mmorpg sono presenti meccaniche di gioco ripetitive e forzate che impediscono la naturalità invece presente su Ultima. In questi più recenti son riuscita a ruolare solo portandomi appresso alcuni amici. Ed è un peccato.. manca di spontaneità.
Degno di nota ho trovato solo http://www.shadowsoftitan.com/ , unico server unofficial di ruolo ambientato nel mondo di World of Warcraft, interamente gestito e frequentato da italiani. Non ho niente contro il ruolo in inglese, ma ho notato che li si tende maggiormente a un ruolo di tipo testuale/fortemente descrittivo (vedi Lot) che "fisico" (se il personaggio ha fame, va realmente a caccia, scuoia l'animale, accende il fuoco, cucina e mangia, diventa sazio e guadagna addirittura un bonus alle statistiche). Ed io sono nettamente per il fisico ^___^'
E comunque mi pare che attualmente shadow of titan sia offline ç_ç (per chi fosse interessata mi pare sia comunque obbligatorio creare e postare sul forum il background del personaggio... cosa che in molti trovano abbastanza noiosa).

Uff =_= una giocatina ogni tanto me la farei volentieri.

   

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Re: GDR on line [scorporato da "Il vostro gaio mondo"]
« Risposta #7 il: Febbraio 17, 2009, 01:37:21 am »
Mmh io ricordo Ragnarok Online, che mi pare permettesse il matrimonio same-sex. Non ho idea in cosa consistesse però.
Ho provato a sposarmi invece su Elf Online, e il sistema me l'ha impedito.

Per i giochi in cui si ruola invece, non essendoci necessità di script ma solo immaginazione, tutto è concesso. Almeno.. io ho sempre giocato personaggi gay.. 'felicemente' in compagnia.

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Offline Haruka

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Re: GDR on line [scorporato da "Il vostro gaio mondo"]
« Risposta #8 il: Febbraio 17, 2009, 01:45:59 am »
Io invece sono sempre stata per i gdr testuali. Lot, primo grande amore, ma non solo. Ricordo con affetto anche una land semisconosciuta, Lande qualcosa poi Paris, con The Masquarade come ambientazione.

Secondo me, comunque, i gdr grafici sono molto meno addictive e pericolosi di quelli testuali. E' come giocare un video gioco con la differenza che si finisce con l'interagire con personaggi creati e mossi da altri giocatori e mi sembra sia abbastanza innocuo come meccanismo.

Ho giocato anche io, pochissimo però, ad Ultima On Line. Era divertente, solo che partendo da zero il personaggio è praticamente una schiappa e finivo sempre con il lasciarci le penne :P
Dopo un po' mi sono stancata.

Con i testuali è differente. Il giocatore ha una barra da chat da usare e tramite questa digita la propria azione o la frase che vuole pronunciare, quindi a tutti gli effetti è come scrivere un libro a più mani con altre persone, spesso decine, spesso centinaia. E' stato ed è uno dei miei più grandi amori - non per niente accarezzo sempre l'idea di creare la mia bella Venezia, progettino messo lì, ma mai davvero abbandonato - solo che mi rendo conto di quanto sia pericoloso questo tipo di meccanismo quando il gioco si sovrappone alla realtà.

Ho visto e sentito gente piangere in preda alla disperazione solo perché il loro personaggio, in gioco, non aveva un compagno. Li ho sentiti chiedersi cosa avevano - loro - che non andava per non riuscire ad instaurare una storia romantica in quello che è un gioco. Ho visto altra gente innamorarsi di un personaggio e di riflesso di chi lo muoveva, ritrovandosi poi del tutto spaesati nello scoprire che la realtà era completamente diversa. Ho visto gente usare i propri personaggi per rimorchiare dentro e fuori dal gioco.

Ne avrei di cose da raccontare. Ecco perché dico che il gdr in sé non è pericoloso, ma lo diventa quando si sovrappone alla realtà. E parlo per aver passato giornate intere a fare quello che per me non era più un gioco, ma "il mio dovere" (avendo a quel tempo preso delle responsabilità di gestione, ed essendo talmente pir...a da rischiare di rimetterci pure le penne, pur di onorare un impegno preso). E' stato difficile capire che si era superata ogni soglia di sopportazione perché un gioco deve appunto divertire, giammai diventare un obbligo, ma torno a dire quando si è lì immersi in quel tipo di dinamiche non sempre è facile rendersene conto.
 
   
« Ultima modifica: Febbraio 17, 2009, 01:48:41 am da Haruka »
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Re: GDR on line [scorporato da "Il vostro gaio mondo"]
« Risposta #9 il: Febbraio 17, 2009, 02:00:17 am »
L'unico videogioco con yuri che mi viene in mente è Summon Night: Swordcraft Story.

Spiacente, ma non sei autorizzato a visualizzare il contenuto degli spoiler.


Venendo ai gdr da me interpretati, non mi sono mai posta il problema. Haruka (ehrm... si, sono fedele al mio nick) era gay, su Lot persino sposata, in crisi matrimoniale, e con l'amante vampira. O giù di lì.
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Re: GDR on line [scorporato da "Il vostro gaio mondo"]
« Risposta #10 il: Febbraio 17, 2009, 03:41:57 am »
Questione gestione:
Sull'unofficial di Ultima ho creato e gestito una comunità druidica per fin troppi anni, traendone grandi soddisfazioni e stress esagerato. Non si trattava solo di interpretare il 'capo', ma di far muovere tutto un teatro attorno ai giocatori che facevano nascere un personaggio con velleità druidiche. Far emozionare dei giocatori scafati da davvero piacere (a chi si accontenta di poco, lol ok). D'altro canto lo stress e l'incredulità di fronte alla cattiveria di cui possono diventare capaci le persone per "prendere il potere" in un contesto talmente immateriale.... lol, c'è davvero della gente disturbata là fuori.
Per quel che mi riguarda, sinceramente non penso di aver mai perso di vista il fatto che si trattasse di un gioco, pur dedicandoci tempo e soprattutto energia. Tuttavia pur considerandolo tale, se in un progetto ci ho messo tanto, mi risulta naturale poi tentare di conservarlo quanto più possibile integro a lungo. Qui entra in campo il discorso del presunto obbligo. Penso sia ovvio impegnarsi in qualcosa che piace. Se quel qualcosa fosse un lavoro, a nessuno verrebbe in mente di dire che il tuo è tempo sprecato. Se fosse uno sport, idem. Perchè il gioco deve essere considerato diversamente? E' un'attività che insegna qualcosa da diversi punti di vista. Certo che annullare tutto il resto a favore di un'unica cosa è deleterio però.
Personalmente ho continuato a curare il progetto finchè ho potuto, non son mai arrivata al punto di rottura perchè, appunto, delle persone hanno deciso di arrivare a non so quale traguardo 'detronizzandomi' e mandando alle ortiche il tutto.

Questione ruolo testuale:
Non l'ho mai amato perchè un pò tutti possono fare sparate allucinanti senza che nessuno possa dire "è poco credibile, non ci sto".
Nel momento in cui un'azione va compiuta 'fisicamente' (seppur virtualmente) entra in campo un'effettiva capacità dell'individuo. Combattimenti mirabolanti, sboronaggini, tattiche belliche degne di nota, azioni diplomatiche, azioni di spionaggio, sono devastanti da vedere realmente in azione, attuate "in diretta" sotto i tuoi occhi. Nel momento in cui un personaggio mi dimostra di essere capace di una prodezza, resto maggioramente convinta delle sue capacità.
Il personaggio che mi racconta di essere un vampiro (che tipo?) demone (pure?) antico di 94853495 anni, imparentato con la più nobile stirpe elfica (come quando e perchè), portatore dello spadone leggendario di sticazzolandia, mi lascia perplessa. E il mondo gidierresco ne è pieno.
Universi come quelli di UO invece "limitano" l'orizzone dei giocatori con regole che preservano un minimo di credibilità in un ovviamente poco realistico scenario fantasy. Sei un lottatore senza pari? Fai a botte con degli avversari, vinci, e ci crederò. Sei un teatrante capace di mettere in scena 15 atti di tragedia davanti a un pubblico (a cui può realmente piacere o dispiacere il tuo componimento)? Istruisci la tua compagnia (ogni giocatore si studierà la parte), i tuoi musicisti (gli strumenti musicali vanno prima costruiti, poi bisogna imparare a suonarli), crea la scenografia (paga un falegname, un fabbro, un sarto, che a loro volta si procureranno le materie grezze) , affitta il teatro (burocrazia), spargi la voce e fammi partecipare allo spettacolo, e ci crederò ;)
E la gente è stata capace di fare questo e altro. Una meraviglia.
Poi so che in contesti Lottiani o simil-Lottiani non esistevano unicamente sboroni, però non riesco a non vederlo come un mondo "semplificato". Bello, con grande potenziale, ma non per me :)

Questione Ultima Online:
Si nasce che si è dei vermetti indifesi, indubbiamente. Se si gioca sul server ufficiale poi è abilitato il PvP.. nasci, vieni ammazzato, rinasci nudo e il mondo è improvvisamente un luogo orribile. Ci sono però oasi (server unofficial) protette (full-gdr), in cui l'accoglienza è più umana e hai tutto il tempo di crescere, da solo oppure protetto da chi tiene alla tua educazione.

Questione addictive:
E' una cosa su cui ho ragionato anche io. Il testuale permette alla mente di correre liberamente e fare tutti i voli pindarici desiderati. Il gdr grafico fornisce elementi definiti che impediscono di immaginare troppo.  Però però. Spesso gli elementi grafici si fondono con l'immaginazione, vengono aggiunti particolari che magari nel testuale non si ha tempo di descrivere, tutto risulta più "completo" in certi casi... e più una cosa è completa e ricca, più risulta "viva", coinvolgente. Ed ecco che il danno è fatto :P

Questione... "scambiare il gioco con la vita reale":
Si ci sarebbe da scrivere un libro. Ma penso l'abbiano già fatto in tanti e che si possano tutti trovare nel settore "psicologia".

Gh, è tardissimo =_=
 
« Ultima modifica: Febbraio 17, 2009, 14:17:58 pm da Umpta »

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Offline Windter

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Re: GDR on line [scorporato da "Il vostro gaio mondo"]
« Risposta #11 il: Febbraio 18, 2009, 00:28:41 am »
Mah, è la solita vecchia storia della meccanica contro l'interpretazione, alla fine. Ma visto che il topic verteva sul discorso pericolosità, intervengo dissentendo.

Mi spiace dirlo, ma la pericolosità del gioco di ruolo è intrinseca alla sua natura stessa di attività che riprende gli stadi più completi del gioco simbolico dello stadio infantile preoperatorio. E' banalizzare il problema, affermare che 'dipende da chi ci si accosta', perché benché sia ovvio il fatto che esistano persone più o meno impressionabili, questa non è una condizione sufficiente per catalogare il gioco di ruolo come non pericoloso. Mi sembra, anzi, un pericoloso sottovalutarne la portata.

Questo vale tanto più se parliamo di gioco di ruolo che affonda le sue radici in internet, invece che basarsi su un rapporto faccia a faccia tra i giocatori, per via dell'effetto che ha l'ambiente di internet sulla persona.

Qui ci sarebbe da parlare per settimane. Riassumendo, la sensazione di anonimato e la disinibizione sul web non cancellano reazioni che permeano la 'vita reale', come l'aspettativa, gli effetti dei rinforzi, le anticipazioni di interazione futura come motore che stimola la disponibilità verso gli altri.
Vertendo sul gioco di ruolo, gli effetti più devastanti che ne derivano si basano sulla necessità di mantenere una reputazione (una 'stima da parte degli altri') alta per ottenere ulteriori rinforzi, che consistono in una maggiore 'stima di sè'. I 'livelli', che sono presenti in pressoché qualsiasi gdr (basato su meccaniche o testuale) non sono altro che rinforzi che aumentano questa rincorsa. Tanto più che nel gioco di ruolo, per evidenti motivi, il nickname è legato univocamente ad un giocatore, per cui è necessario rientrare dello sforzo impiegato nel costruire una facciata rispettabile - che non è una cosa da poco.


Da qui, una delle cause stimate per la dipendenza da giochi di ruolo, tenendo da conto anche l'effetto che la presenza online per molte ore ha sugli altri ambiti della vita del giocatore.

Anche non volendo andare sul patologico, ad ogni maniera, esistono problemi che non sono ignorabili anche per quel che riguarda il giocatore casuale (sempre in riferimento al gdr online, n.b.). Ad esempio il labile confine tra finzione e realtà, che si basa sulle regole spesso non comprese o poco condivise riguardo 'da dove parte' e 'dove finisce' il gioco.

Il gioco simbolico compiuto dal bambino prima dei 5 anni è assoluto, totalitario, ed occupa la sua piena attenzione. Si sviluppa man mano, ma ha un inizio ben preciso ed un termine assolutamente netto. Si entra nel gioco, si sviluppa la situazione, si chiude il gioco con coerenza ed è una parentesi che finisce lì. Questa coerenza sembra perdersi nell'adulto, soprattutto nel caso in cui il gioco sia contemporaneo ad altre attività che dal gioco esulano. Manca una 'scissione' che permetta il pieno ingresso nel gioco, cosa che accade invece naturalmente al bambino nella sua integrità, rendendo il gioco più simile ad una recita che al 'vivere la situazione'. Il che rende difficile capire quando un giocatore passa da una cornice all'altra segnando dove finisce il gioco e inizia un altro stadio, facendo più complicata la scissione tra realtà e fantasia.

Chiariamoci: con questo non dico che il gioco di ruolo rincoglionisca la gente e faccia sì che chi gioca di ruolo sia veramente convinto di essere elfo, fata, Superman. Non è assolutamente così. Ma non sono ignorabili le difficoltà di approccio in ambito online (più che altro perché il cartaceo rimane in un ambiente dove il contatto con le persone rende molto più difficile la confusione tra gli stadi, il tempo impiegato è forzatamente limitato, non c'è un concetto di stima e di personalità da costruire e compagnia cantante). Che possono colpire maggiormente soggetti predisposti - che generalmente sono quelli con locus of control interno - ma dai quali tendenzialmente non si è "immuni", considerando il modo in cui internet si ponga verso il soggetto come uno spazio privo di veri punti di riferimento.
Il gioco di ruolo bussa a porte che sono quotidianamente spalancate, e che si interfacciano solitamente con la 'vita reale'. Al di là della naturale predisposizione personale non è un meccanismo da prendere sottogamba.
 
Tutto questo senza volutamente considerare l'apporto di strumenti esterni al gioco (forum, chat, incontri, community) che possono avere pesantissimi influssi non solo sul gioco, ma direttamente sulla gerarchia interna, sul tipo di rinforzi e quindi di dipendenza che il gioco può creare, ma è un discorso veramente troppo lungo.

Concludendo, in definitiva: non è un caso se in alcune terapie di gruppo si utilizza il gioco di ruolo a scopo terapeutico. Lo si fa solo perché funziona =P
« Ultima modifica: Febbraio 18, 2009, 00:30:38 am da Windter »
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Re: GDR on line [scorporato da "Il vostro gaio mondo"]
« Risposta #12 il: Febbraio 18, 2009, 01:08:47 am »

E' banalizzare il problema, affermare che 'dipende da chi ci si accosta', perché benché sia ovvio il fatto che esistano persone più o meno impressionabili, questa non è una condizione sufficiente per catalogare il gioco di ruolo come non pericoloso. Mi sembra, anzi, un pericoloso sottovalutarne la portata.

Condivido. Se poi al gioco di per sè, aggiungiamo la variabile "profitto" di chi lo produce, gli effetti negativi possono veramente diventare non trascurabili.

Le logiche di marketing "impongono" ai giochi di ruoli di diventare "addictive": più un gioco suscita dipendenza - dipendenza che viene indotta dal marketing per indurre il giocatore a comprare più dadi, più carte, più merchandising o a connettersi più spesso - più chi rimane intrappolato nel meccanismo perde lucidità. Perché la dipendenza indotta dal marketing mira specificamente a far perdere di lucidità per abbassare le difese date dal senso critico e indurre all'acquisto. E non è vero che sono più esposti a rischi i soggetti deboli: quanti milioni di persone nel mondo fumano pacchetti interi al giorno e sono perfettamente "normali", magari anche con elevato senso critico e "attrezzatura" psicologica di base. Semplicemente, il marketing ha indotto il bisogno, poi il consumo di un prodotto che dà dipendenza ha fatto il resto.

Quanti giocatori, poi, di tanto in tanto, non provano ansia di tornare online e giocare ancora? Magari passa: ma per quel breve momento, hanno di fatto avuto una piccola crisi d'astinenza, indotta dal senso di vuoto che l'assenza di qualcosa da cui sono dipendenti ha generato.

Abbassare  le difese con le tecniche di marketing appropriate è molto semplice, visto che si basano su istinti basilari "bere, mangiare, andare in bagno, non provare dolore, provare piacere": rispondiamo tutti a stimoli pavloviani. Sento "plin-plin" e ricollego quel suono all'acqua minerale.

E quando le difese sono abbassate, dalla porta principale entra qualsiasi cosa. Anche mostri e paure rimosse.

Senza bisogno di descrivere il patologico, restando sulla media assunta a "normalità", il tempo che si dedica a un gioco è distribuito statisticamente su una curva di Gauss, ovvero dalla caratteristica forma a "tetta di idol". Nel primo tratto - basso sull'asse delle X - l'interesse è scarso. Nel tratto medio è massimo, poi piano piano scema. Ecco, nel tratto di interesse massimo, qualsiasi soggetto è debolissimo e facilmente aggredibile da meccanismi che inneschino dipendenza. E' il periodo di permanenza in gioco in cui persone normalissime avrebbero un "vago senso d'ansia ed oppressione" se fossero repentinamente private del gioco. In quel momento sono manipolabili facilmente, pur di "togliersi di dosso il malessere".

Questo per me è pericoloso. Sempre e per chiunque.

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« Risposta #13 il: Febbraio 18, 2009, 01:24:49 am »

(...)
Quanti giocatori, poi, di tanto in tanto, non provano ansia di tornare online e giocare ancora? Magari passa: ma per quel breve momento, hanno di fatto avuto una piccola crisi d'astinenza, indotta dal senso di vuoto che l'assenza di qualcosa da cui sono dipendenti ha generato.
(...)


A quanto pare sono comportamenti soggetti ad andamento fluttuante, come per il gioco d'azzardo o le dipendenze. Con momenti di apice e di 'remissione', mettiamola così. Ma dopotutto è normale: sono tutti comportamenti supportati da un rinforzo variabile.
C'è da precisare, comunque, che statisticamente tende ad essere 'perso' un numero più alto di giocatori che partecipano al gioco (quale che sia) da meno di un anno rispetto a quelli che lo frequentano da più tempo. Anche se è ovvio che si tratta di statistica, quindi va presa con le dovute pinze =)
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Re: GDR on line [scorporato da "Il vostro gaio mondo"]
« Risposta #14 il: Febbraio 18, 2009, 01:32:52 am »
Per essere concreta. Se nel momento di picco del "desiderio", qualcuno privasse il giocatore degli strumenti di gioco, questi sarebbe disposto a pagare per riaverli indietro. Basta conoscere questi meccanismi e puoi vendere tutto.

Il tema a quel punto diventa il fatto che alla debolezza indotta spesso rispondono stimoli anche non voluti dall'uomo del marketing che ha creato il meccanismo. Ad esempio, se nel momento di massimo senso di insoddisfazione, il giocatore riceve un messaggio del tipo "sono un'utente carina e ti amo" e se questo si ripete spesso, magari dopo che è stato online da un po', magari mentre cazzeggia a notte fonda come faccio io, magari se è stanco perché cazzeggia in pausa caffè, il giocatore comincia a percepire "sono un'utente carina e ti amo" come una vera manifestazione d'amore.

Il cervello - stanco, in crisi d'astinenza - cerca solo una via d'uscita (si chiama appunto "exit search" nel marketing più evoluto, ovvero quello che gioca su sentimenti negativi "non la voglia di essere felice, ma il bisogno di non essere triste", che non sono la stessa cosa) che gli faccia lasciare lo stato di malessere per dargliene uno di benessere.

In quel momento se il messaggio ripetuto è "io ho i canini più lunghi dei tuoi, come vampiro non vali niente", il giocatore comincerà davvero a sentirsi una nullità.

E la catena causa/effetto si chiude.

 = 20.8.11 Tokyo International Forum, Hall C - Io c'ero =

"Majorana aveva quel che nessun altro al mondo ha. Sfortunatamente gli mancava quel che è invece comune trovare negli altri uomini: il semplice buon senso" - E. Fermi

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